Coppa del mondo: sesti Gaetani Liseo e Ficarra

Due sesti posti. Emanuele Gaetani Liseo (Telimar) e Giovanni Ficarra (Peloro) chiudono così il loro esordio nella prima prova di Coppa del mondo a Varese. Per i due azzurri Under 23, impegnati rispettivamente oggi e ieri in otto Senior e due senza Pesi leggeri si tratta di un risultato di assoluto prestigio, visto il livello di avversari che ad agosto si giocheranno la medaglia alle Olimpiadi di Rio. La scelta di Spartaco Barbo, caposettore della Nazionale Under 23, di portare il palermitano e il messinese con i lori equipaggi Senior B è stata dettata dalla voglia di far capire cosa vuol dire confrontarsi con i campionissimi.

Le gare: l’otto Senior

Nell’otto Senior, sei equipaggi in tutto, tra cui due barche azzurre: quella della nazionale A, che a maggio tenterà di centrare la qualificazione olimpica a Lucerna (Svizzera), e l’armo B, che ai prossimi mondiali Under 23 punta all’oro.

Ottimo l’avvio di Gaetani Liseo e dei compagni Andrea Maestrale, Raffaele Giulivo, Filippo Mondelli, Niccolò Pagani, Leonardo Calabrese, Leonardo Pietra Caprina, Alessandro Mansutti, t. Giorgio Crippa. Dopo il via riescono a mettere la punta avanti agli altri. Un vantaggio illusorio, svanito già prima dei 500 metri iniziali, dove gli avversari fanno valere tutta la loro forza ed esperienza. Il nostro armo Under 23, però, non si dà per vinto e cerca di limitare il distacco imposto dai battistrada. Al traguardo, primi i Paesi Bassi con 5’42.72, seconda l’Italia “A”, con 5.43.72, terza la Polonia (5’46.55). Sesti i nostri Under 23, con 5’58.73.

“Sono soddisfatto”, spiega Emanuele, prodiere della barca azzurra. “Abbiamo fatto una gara coraggiosa: dopo la partenza in cui siamo schizzati via, è venuta fuori la potenza degli avversari. Questa esperienza ci aiuterà a essere più consapevoli delle nostre capacità”.

Giovanni Ficarra e Lorenzo Gerosa
Giovanni Ficarra e Lorenzo Gerosa

Il due senza Pesi leggeri

L’Italia di Giovanni Ficarra e del comasco Lorenzo Gerosa parte tra le favorite per le prime quattro posizioni. Merito del secondo posto strappato in batteria, a 18 centesimi dalla Cina. Ma la finale e un’altra cosa. Soprattutto accanto ad avversari che puntano alle Olimpiadi, almeno come riserve (il due senza pl non è barca olimpica). Dopo lo start, l’Italia mette la solita grinta. Gli avversari, però, sono più veloci. Ficarra e Gerosa si trovano dietro: ai mille hanno due secondi di distacco dai primi. La barca non risponde come dovrebbe. Germania, Svizzera, Cina e Spagna volano. Anche la Turchia, seconda ai mondiali Under 23 dell’anno scorso proprio dietro ai nostri, va più veloce. Al traguardo, gli azzurri chiudono sesti con 6’48.28, a dodici secondi dalla Germania, prima, e a otto dalla Cina, terza.

“Ci è mancata l’esperienza dei big, avevano una marcia in più di noi. Pensavamo di poter lottare per la medaglia, invece in partenza ci siamo visti dietro e non abbiamo avuto maturità per uscire e recuperare. E’ come se ci avessero dato uno schiaffo. Ci siamo demoralizzati, abbiamo fatto una brutta gara, ma fa parte del gioco. L’esperienza, però, è stata bellissima: rispetto alle gare Under 23, qui c’è un livello assoluto in cui se perdi un colpo è finita: non si molla mai. Adesso dobbiamo rimetterci a lavorare bene, consapevoli che una sconfitta può valere più di mille vittorie”.

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