Giorgia Lo Bue nella storia: (quarto) oro iridato e record del mondo

 

Una gara straordinaria, un oro mondiale indimenticabile: il secondo consecutivo nel quattro di coppia pesi leggeri Under 23. Giorgia Lo Bue entra a pieno titolo nella storia del canottaggio italiano. E non perché già non lo fosse ma perché confermarsi a certi livelli è un’impresa da fuoriclasse, soprattutto quando ti trovi dietro compagne diverse da quelle dell’anno precedente. E quando tutti si aspettano il massimo risultato. Ma Giorgia, da quando era solo una ragazzina di quindici anni, ci ha abituati a questo e altro. E così è arrivata a Rotterdam, nei Paesi Bassi, sicura di sé, dei propri mezzi, forte di un’esperienza – e di un palmarès – invidiabile: tre titoli del mondo (con questo siamo a quota quattro), un argento e un bronzo iridati, due titoli europei e una sfilza di titoli italiani. Pancia piena? Niente affatto!

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A sinistra, Giorgia Lo Bue.

Ieri, giorno della finale, l’atleta palermitana tesserata per Sc Palermo e le compagne – Paola Piazzolla (VVF Billi), Asja Maregotto (SC Padova), Allegra Francalacci (Sc Pontedera) – sono arrivate in gara con il favore dei pronostici. E non li hanno delusi. Dopo una prima parte di gara dominata da una Svizzera prepotente – che ha tentato una strategia kamikaze, forse per sorprendere e intimidire le italiane – le nostre ragazze hanno scalato una posizione dopo l’altra, dalla quinta alla seconda. Ai 1500 metri, recuperata oltre una barca di svantaggio, la rimonta era quasi fatta.

Il quattro azzurro in gara
Il quattro azzurro in gara

E a 400 metri dalla fine si sono aperte le danze: Giorgia ha messo la freccia superando un armo elvetico impotente di fronte al crescendo italiano. Colpo su colpo le nostre ragazze hanno conquistato metri e velocità, mettendo la prua davanti, fino al traguardo dove l’Italia ha fermato il cronometro sul tempo di 6’27”.28, nuovo record del mondo di specialità. Un risultato straordinario che riempie di gioia l’allenatore societario di Giorgia, Benedetto Vitale, tra gli artefici di questo successo, visto che è stato lui a preparare l’imbarcazione vincitrice. Per Vitale la soddisfazione avrebbe potuto essere doppia se anche il quattro femminile “pesante” in gara a Rotterdam – di cui Vitale era pure responsabile – avesse preso il bronzo, sfuggito per soli due decimi. Sarà per l’anno prossimo.

Benedetto Vitale
Benedetto Vitale

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