Benedetto Vitale al vertice della Nazionale Under 23 rosa: “Sono al lavoro per creare un grande otto”

Un sogno che si avvera. A 43 anni, Benedetto Vitale è il nuovo capo settore della Nazionale femminile Under 23 e Senior A non olimpica. Lo ha deciso il Consiglio federale che ha ufficializzato lo staff tecnico azzurro nel quadriennio olimpico appena iniziato. Per l’allenatore della Canottieri Palermo si tratta di un ruolo di primo piano che la Federazione italiana canottaggio gli ha affidato dopo anni di collaborazione in un settore che conosce alla perfezione.

Serena (a sinistra) e Giorgia Lo Bue con il loro allenatore Benedetto Vitale.

È la ciliegina sulla torta per lui che è arrivato ai vertici del remo italiano, dopo aver creato e portato sul tetto del mondo le sorelle Giorgia e Serena Lo Bue, autentici fenomeni del canottaggio mondiale giovanile. È proprio grazie a loro e ad altri suoi atleti che Benedetto ha conquistato sei titoli iridati, due argenti, tre bronzi, due titoli europei, quattro argenti continentali e tredici ori ai Campionati italiani. La nomina arriva ventuno anni dopo l’esordio come tecnico alla Roggero di Lauria, cui è seguito un incarico al Telimar e poi, dal 2006, quello alla Canottieri Palermo.

Benedetto, un onore ma anche un onere ricoprire un ruolo così importante.

«Sì, so che non sarà facile. È un compito che richiede un impegno totale, molto diverso da quello richiesto dal ruolo di collaboratore della Nazionale, che ho ricoperto fino all’anno scorso. E poi lavorerò a stretto contatto con il settore olimpico, che per il 90 per cento è formato da atlete Under 23. Mia moglie è preoccupata: sa che il mio impegno sarà notevole pure a casa, visto che passerò molto tempo tra telefono e computer».

Ti aspettavi questa promozione?

«Sì, in realtà il raggiungimento di questa posizione è frutto di un progetto nato con Claudio Romagnoli. Ora che lui è passato al gruppo olimpico maschile bisogna impostare il ruolo ex novo».

Il quattro di coppia Under 23 azzurro – campione del mondo 2016 – con Giorgia Lo Bue a capovoga.

Che programmi hai per i prossimi quattro anni?

«Il mio obiettivo è confermare l’alto livello raggiunto in passato con la nazionale A non olimpica, oltre che con quella Under 23. Vorremmo fare un quattro di coppia Pesi leggeri A molto forte e un doppio Pesi leggeri A olimpico che punti in alto nei quattro anni».

E le “pesanti”?

«Vorrei fare un otto forte, partendo dal lavoro iniziato cinque anni fa. Negli ultimi cinque mondiali Junior, per quattro anni abbiamo preso la medaglia. La scommessa vera è partire da questi risultati, da quel gruppo: puntiamo ad avere una barca da finale per poi farla crescere nel corso del quadriennio olimpico».

Benedetto Vitale

Oggi, rispetto a dieci anni fa come si allenano le donne?

«Nello stesso modo degli uomini tra corsa, pesi, remoergometro. E io, personalmente, tratto maschi e femmine allo stesso modo».

Anche l’approccio con un uomo e una donna è lo stesso?

«No, le donne sono più umorali. L’allenatore deve essere capace di cogliere certe sfumature, deve cambiare il modo di relazionarsi a seconda delle giornate. Gli uomini sono più costanti, nel bene e nel male».

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