Marco Costantini, collaboratore della Nazionale Junior: la nuova sfida del tecnico nove volte campione del mondo

Marco Costantini.

Nove titoli mondiali, un Europeo e una sfilza di medaglie ai Campionati italiani. Al suo nome sono legati atleti del calibro di Luca Moncada, Antonio Pizzurro, Claudio Provenzano. E ancora: Emanuele Gaetani Liseo, Mirko Cardella, Alessandro Di Liberti e decine di altri talenti che in vent’anni hanno primeggiato a livello nazionale e internazionale. Sotto la sua guida, dal 1994 a oggi, il Telimar è passato da 10 a 150 atleti, diventando la società siciliana più forte di sempre. Ecco perché, oggi, Marco Costantini è considerato tra i migliori tecnici italiani. Ed è per questo che la Federazione gli ha voluto riconoscere uno spazio nell’organigramma tecnico azzurro: da quest’anno, infatti, affiancherà come collaboratore il caposettore Junior Valter Molea.

Da sinistra, Costantini, Alberto Conti, Ionut Vladut Brinza, Mirko Cardella, Emanuele Gateani Liseo e il timoniere Mario Giattino ai Mondiali di Coastal rowing.

Marco, questo incarico è un punto di partenza che potrebbe aprire la strada verso nuovi orizzonti.

“Sono contento di questo traguardo: lavorare con Molea, Agostino Abbagnale e Daniele Barone è per me motivo di soddisfazione. Ci conosciamo da anni, abbiamo collaborato per molto tempo e ciascuno di loro ha grandi capacità”.

Hai cresciuto generazioni di atleti. Allenare ragazzi di 15, 17 anni non è semplice: è un’età delicata, di transizione. 

“E’ vero. Per questo, bisogna imparare a dialogare con loro, i ragazzi vanno entusiasmati, coinvolti nel progetto. E poi bisogna saperli prendere. Con un atleta adolescente o poco più non puoi costruire solo un rapporto “tecnico”: ripeto, ci vuole sempre dialogo, altrimenti tutto diventa sterile”.

Sopra, Costantini con Gaetani Liseo; sotto, con Cardella.

In questa nuova veste, come vedi il livello Ragazzi e Junior siciliano?

“C’è un livello sufficiente. Vedo giovani normodotati e un bel movimento sostenuto da una buona base Allievi e Cadetti. Il vero canottaggio, però, non è quello che si fa in queste categorie, ma quello che si costruisce senza fretta nel corso degli anni”.

Se pensi alla tua carriera, qual  è stata la fase più bella e importante? 

“Sicuramente quella tra il 1996 e il 2006: sono stati gli anni in cui il Telimar è cresciuto e ha cominciato a mietere successi grazie a Moncada, Pizzurro, Calabrese, all’otto Ragazzi campione d’Italia. Abbiamo portato moltissimi atleti in Nazionale, uomini e donne”.

Oggi il Telimar è un esempio di organizzazione ed efficienza. Come fate?

“Tutto parte dal grande impegno dello storico e motivatissimo presidente Marcello Giliberti che ha dato una struttura precisa alla società: oggi c’è un direttore sportivo, Giorgio Gilberti, che si occupa dell’aspetto amministrativo e organizzativo, poi ci sono io e al fianco ho il mio vice Marco Tirenna, che per me è un grandissimo punto di riferimento. Il settore giovanile è gestito, invece, da Andrea De Simone. Questa divisione dei ruoli garantisce una gestione precisa e puntuale di tutto. Nei prossimi vent’anni non potremo che migliorare”. 

Costantini con Marco Tirenna.

 

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