Finisce l’era D’Arrigo. La Fic nomina Giuseppe Chianello commissario: “Sono un traghettatore, aiuto la Sicilia in un momento difficile”

Lorenzo D'Arrigo (a sinistra) e Giuseppe Chianello.

Cambio al vertice del canottaggio siciliano. La Federazione ha commissariato il Comitato guidato da Lorenzo D’Arrigo, per l’incompatibilità nata dopo il suo ingresso nel Consiglio direttivo del Cus Catania: al suo posto, il Presidente della Fic, Giuseppe Abbagnale, ha nominato Giuseppe Chianello – vice presidente e segretario del Comitato negli ultimi due quadrienni olimpici – dopo che è sfumata la possibilità di nuove elezioni, per la mancanza di candidati. La decisione federale chiude, così, un’era importante e di crescita per la Sicilia, cominciata nel 2009, quando Lorenzo D’Arrigo prese le redini del Comitato siciliano. Ora, a Chianello il compito di traghettare il Comitato verso nuove elezioni che porteranno al rinnovo del Consiglio regionale e alla scelta di una nuova guida per la Sicilia remiera.

Giuseppe, la tua nomina arriva in un momento difficile per l’Italia, a causa dell’emergenza coronavirus che ha bloccato anche il mondo dello sport.

“Sì, in questo momento è tutto fermo. Non si può pensare di preparare un’assemblea elettiva, per ora devo mettere in piedi la struttura commissariale e gestire l’ordinario. Entro 60 giorni dovrei convocare l’assemblea, ma se non ci riesco dovrò allungare i tempi. Con l’emergenza coronavirus, siamo tutti appesi a tanti dubbi”.

La tua nomina come commissario nasce dalla sopravvenuta incompatibilità di Lorenzo D’Arrigo con la carica di presidente, visto il suo nuovo ruolo al Cus Catania.

“Ho accettato questa nomina in funzione di una continuità operativa del Comitato. Prima della mia nomina non mi ero reso disponibile a fare il candidato per una questione di serenità. Quando poi ho capito che non si muoveva nulla e che potevo diventare elemento di continuità ho detto sì al presidente Abbagnale”.

Con Lorenzo hai amministrato il Comitato per oltre dieci anni, prima come vice presidente e poi come vice presidente e segretario, quindi conosci alla perfezione la macchina organizzativa e l’ambiente. Come ti vedi in questo nuovo ruolo?

“Spero di essere un elemento di continuità, indipendentemente da mia appartenenza alla Canottieri Palermo, dove sono socio e per la quale gareggio come Master. Io ho sempre cercato di muovermi in funzione della crescita del canottaggio e così voglio continuare a fare, senza creare differenze geografiche: sono un traghettatore e questo voglio fare. Non ho velleità di potere né voglio alimentare sfide tra diversi colori sociali per l’affermazione di un predominio politico: non mi è mai interessato. Adesso dobbiamo rimettere in moto la macchina e gestire tutto in modo che si creino benefici per le società che stanno attraversando un periodo molto difficile”.

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