Giovanni Ficarra, il sogno mondiale e quella grinta che i giganti gli invidiano

Giovanni Ficarra
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Giovanni Ficarra

 

Camicia bianca, giacca blu, sorriso smagliante e un commento: “Da oggi sono un uomo libero”. E giù una valanga di “mi piace”. A nemmeno due settimane dal suo terzo titolo italiano consecutivo, Giovanni Ficarra ha usato facebook per annunciare l’agognato addio a banchi, interrogazioni e compiti in classe. E come un’aquila pronta a librarsi in volo, il giovanissimo messinese che a 14 anni ha salutato con un bacio e una lacrima la famiglia e lo Stretto per realizzare a Piediluco il suo sogno da bambino, oggi è arrivato al suo primo, vero, giro di boa. Perché è quando metti alle spalle la scuola e prendi in mano il tuo futuro che cominci a capire che stai diventando grande. “Se vuole Dio riesco a superare l’esame”, ci diceva, con voce un po’ tesa, Giovanni due giorni prima della Maturità. Chissà, forse perché qualcuno, da lassù, ci ha visto bene, o forse perché Ficarra è abituato a lottare come un dannato ogni volta che ha un traguardo da raggiungere, sta di fatto che la licenza è arrivata!

Giovanni Ficarra (capovoga) e Nicolò Corsa ai mondiali Junior 2014
Giovanni Ficarra (capovoga) e Nicolò Corsa ai mondiali Junior 2014

“Ora potrò dedicarmi al canottaggio senza pensieri, con la massima concentrazione per il raduno di Varese”, spiega a Rowing Sicilia. “Sarà un periodo molto duro, fatto di prove in barca, test fisiologici in cui i tecnici cercheranno di capire quali barche portare al mondiale Under 23 in Bulgaria”. E con l’umiltà che lo contraddistingue, aggiunge: “Non basta essere convocati al raduno, bisogna dimostrare di essere all’altezza per andare al mondiale”. E siccome, appunto, “per fare canottaggio non bisogna essere alti ma all’altezza” (cit. Giuseppe Lamanna), Giovanni, col suo metro e settantaquattro, è deciso a dimostrare ancora una volta che lui, in acqua, vale come un tedesco di due metri per cento chili. Un’eventualità che (per fortuna dell’ipotetico tedesco) non si verificherà, visto che al mondiale – se ci andrà – gareggerà contro atleti della sua stazza: i pesi leggeri.

Giovanni Ficarra e Giacomo Gaggiotti
Giovanni Ficarra e Giacomo Gaggiotti

Un obiettivo fantastico, che vorrebbe condividere con Giacomo Gaggiotti, suo “fratello acquisito”, anche lui chiamato in Nazionale da La Mura. Marchigiano, 20 anni, “acquistato” dalla Canottieri Peloro durante il periodo del college, per Ficarra è davvero uno di famiglia. Più alto e longilineo, un metro e ottantasei per 71 chili, ha trovato nella grinta di Giovanni un motivo in più per fare del canottaggio una ragione di vita. Tra le sveglie alle cinque, ogni mattina, d’estate e inverno, col sole e la pioggia, il vento e la neve, tra Giacomo e Giovanni è nata un’amicizia, come solo tra due canottieri. Di quelle che conservi per sempre, ovunque ti porti la vita.

Giovanni Ficarra, Alda Cama e Giacomo Gaggiotti mostrano l'oro tricolore Under 23 vinto a Lago Patria il 14 giugno 2015
Giovanni Ficarra, Alda Cama e Giacomo Gaggiotti mostrano l’oro tricolore Under 23 vinto a Lago Patria il 14 giugno 2015

Merito anche della donna che per anni ha fatto da chioccia, da sorella maggiore per questi due ragazzini arrivati nel silenzio delle colline umbre proprio quando era l’ora di scoprire la vita. Lei è Alda Cama, messinese come Giovanni, allenatrice della Peloro e collaboratrice tecnica della Federcanottaggio. “Per noi è stata fondamentale, e lo è tutt’oggi quando ci segue negli allenamenti”, conclude Ficarra. Che in queste notti d’inizio estate, con mente sgombra e cuore palpitante, ripassa a occhi chiusi la strategia per il futuro: attaccare, attaccare, attaccare. Come sempre.

Giovanni Ficarra davanti al liceo scientifico Galilei di Terni, subito dopo l'orale
Giovanni Ficarra davanti al liceo scientifico Galilei di Terni, subito dopo l’orale

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