Buon compleanno, Giorgia, e cento di questi… successi!

Il tempo vola. Era il 22 novembre del 2009 quando Giorgia Lo Bue tagliava per prima il traguardo della gara nazionale di fondo a Varese, a capovoga del due senza Ragazze insieme alla sorella Serena. Una vittoria passata inosservata. Nessuno le conosceva, nessuno poteva immaginare che quell’oro avrebbe spalancato la strada a una serie interminabile di successi, italiani, europei, mondiali.

Da sinistra, Serena e Giorgia Lo Bue nel 2010
Da sinistra, Serena e Giorgia Lo Bue nel 2010

Da allora ne è passato di tempo e Giorgia, 22 anni compiuti oggi, è tra le migliori atlete pesi leggeri italiane e del mondo. Con i suoi tre titoli iridati e due europei, è la vera bandiera del canottaggio siciliano. Lei che pur non essendo un colosso ha dimostrato che nello sport vince il cervello. E che non serve a nulla far ululare il remoergometro se poi in barca fai solo buchi nell’acqua.

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Serena e Giorgia Lo Bue ai Tricolori Assoluti 2015

Sei anni dopo quel novembre 2009, Giorgia si affaccia nell’anno olimpico con la consapevolezza di non essere tra le favorite per Rio, anche perché i posti in barca sono pochissimi, anzi, due. Ma per chi come lei è abituato a realizzare i sogni che i comuni mortali tengono nel cassetto, la parola “impossibile” non è contemplata. Lo dimostra la scalata vertiginosa compiuta l’anno scorso, quando a inizio stagione Giorgia era una delle tante, fuori dai giochi per qualsiasi progetto azzurro.

Giorgia Lo Bue con le compagne del quattro di coppia azzurro
Giorgia con le compagne del quattro di coppia azzurro campione del mondo under 23 nel 2015

Poi, gara dopo gara – e con il supporto del suo inseparabile allenatore Benedetto Vitale – ha ricordato a tutti che i cavalli di razza si vedono nel finale. Specialità in cui la maggiore delle Lo Bue è imbattibile: quando gli altri arrancano lei aumenta. E vince. Come ha vinto, a luglio, il suo terzo titolo mondiale, stavolta in quattro di coppia pesi leggeri Under 23. E allora perché non sperare? Perché non puntare più in alto? Lo abbiamo chiesto a lei.

Giorgia abbraccia Serena dopo l'argento mondiale Under 23 in quattro di coppia pl
Giorgia abbraccia Serena dopo l’argento mondiale2014

“Per la stagione 2016 non voglio sbilanciarmi, sono scaramantica”, spiega, “posso dire che punto a migliorare ancora rispetto all’anno scorso e a fare un salto di qualità cercando di essere ancora costante con lo studio, che mi dà non pochi pensieri. Direi che i miei tre obiettivi di quest’anno sono una medaglia mondiale Under 23, la partecipazione ai mondiali assoluti e non restare indietro con l’università”. Una missione impossibile? Non per una come lei, che nel 2015 ha ottenuto tutto ciò che voleva.

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Giorgia Lo Bue

“E’ stato un anno decisamente difficile da ripetere, tra finale alle Universiadi e oro mondiale, fino all’agognato ritorno in due senza con Serena coronato dal doppio titolo italiano. In più sono rimasta pure quasi in regola con gli esami! L’unica crepa in un anno quasi perfetto è stata la mancata partecipazione al mondiale assoluto per un errore ingenuo: strafare. Durante il raduno mi sono infortunata anche perché tendevo a sottovalutare quelli che sembravano dolori da acido lattico e invece erano dolori da lesione. Sicuramente, però, ho imparato ad adattarmi al difficile ruolo dello studente/atleta”. Modello!

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